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LE
PRINCIPALI TIPOLOGIE DI EUROBONDS
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1.1. TIPOLOGIE
DI EUROBBLIGAZIONI.
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Il mercato eurobbligazionario é stato sempre caratterizzato
da una forte propensione all'innovazione al fine di soddisfare, nel miglior
modo possibile, le esigenze e i bisogni degli investitori e mutuatari che ad
esso si rivolgevano. Questo ha determinato lo sviluppo e l'introduzione nel
mercato di nuovi strumenti finanziari. Perciò all'obbligazione a tasso fisso
si é affiancata quella a tasso variabile, quella dotata di warrant fino ad arrivare
all'obbligazione sintetica. La stessa obbligazione a tasso fisso é stata oggetto
di innovazioni incrementali continue che hanno portato alla creazione di numerose
varianti della stessa. La medesima osservazione può essere fatta per le altre
eurobbligazioni.
Analizzeremo, perciò,
le seguenti tipologie di eurobbligazioni, che costituiscono i segmenti più
importanti del mercato:
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gli
straight bonds
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le
floating rate notes
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le eurobbligazioni
convertibili
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le eurobbligazioni
cum warrant
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le eurobbligazioni
sintetiche.
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1.1.1.
Gli straight bonds.
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Gli straight bonds sono eurobbligazioni che pagano
una cedola fissa per tutta la durata del prestito, generalmente con cadenza
annuale. Possono essere emessi alla pari (cioè il prezzo di emissione é uguale
al prezzo di rimborso), oppure sotto la pari (cioè il prezzo di emissione é
inferiore al prezzo di rimborso). Il capitale viene rimborsato sulla base
di piani di ammortamento prestabiliti.
Nel mercato eurobbligazionario
esistono diverse varianti di straight bonds che, a partire dalle caratteristiche
comuni viste sopra, possiedono alcune peculiarità.
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Bullet bonds. Sono obbligazioni con una scadenza
piuttosto lunga e incorporano in sé un'opzione di tipo call a favore dell'emittente.
Questa opzione gli permette di avvalersi del diritto di rimborso anticipato
del prestito, nel momento in cui le condizioni del mercato fossero cambiate
e diventasse troppo oneroso il mantenimento del debito obbligazionario. A fronte
di questo diritto l'emittente sostiene un costo aggiuntivo: il valore di rimborso
dell'obbligazione sarà superiore, a seconda dei casi, o al prezzo di emissione,
o al prezzo quotato nel mercato secondario. Questo spread tenderà a ridursi
all'approssimarsi della scadenza del titolo, poichè il beneficio per l'emittente
si ridurrà.
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Partly-paid
eurobonds. Sono titoli emessi in un'unica soluzione per i quali l'ammontare
pagato al momento dell'emissione corrisponde a una percentuale del valore nominale
( solitamente il 10% e il 20%).La parte restante viene pagata a distanza di
sei mesi o un anno. L'acquisto della prima parte del prestito non implica necessariamente
la sottoscrizione della seconda. Scopo e vantaggio principale di tale strumento
é di fornire un effetto leverage a favore del sottoscrittore, che può speculare
su un'eventuale aumento su un aumento del prezzo di mercato del titolo
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Zero coupon bonds. Sono obbligazioni senza cedola,
emesse a un prezzo notevolmente inferiore alla pari e rimborsate a scadenza,
alla pari. La remunerazione per l'investitore é rappresentata dalla differenza
tra i due prezzi. Possono anche essere emesse alla pari e rimborsate a un multiplo
del valore nominale. In questo caso prendono il nome di growth capital bonds.
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Deep
discount bonds. Si tratta di valori mobiliari con un basso tasso di
interesse, ma emesse con un forte sconto sul valore nominale.
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Obbligazioni con rimborso variabile. Sono titoli
il cui capitale é rimborsato in funzione dell'andamento di parametri quali
il tasso di cambio tra due valute prescelte, oppure un ben definito tasso di
interesse
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Bull and bear bonds. Questo tipo di obbligazione
viene suddivisa in due parti di uguale ammontare e il rimborso del capitale
é legato a un prescelto parametro, quale un indice di borsa, o il prezzo dell'oro.
Per la parte bull il rimborso é effettuato sopra la pari se il parametro in
questione sale e sotto la pari, invece, per la parte bear. Se il parametro scende
vale il contrario.
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Adjustable coupon
retractable bonds. Questi titoli permettono al mutuatario, a scadenze prestabilite
e dopo un opportuno periodo di preavviso, di modificare l'ammontare dell'importo
della cedola per il rimanente periodo di vita del debito e all'investitore di
farsi rimborsare il proprio credito, se lo ritiene opportuno. Il citato preavviso
serve al sottoscrittore per esercitare il suo diritto.
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Foreign currency
bonds.Sono obbligazioni la cui cedola viene pagata in una valuta diversa da
quella di denominazione del prestito, al tasso di cambio rilevato all'atto del
pagamento.
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Dual
currency bonds. Sono valori mobiliari che pagano interessi in una valuta
diversa da quella di denominazione del titolo, ad un tasso di cambio prefissato.
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1.1.2.
Le floating rate notes.
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Le floating rate
notes sono eurobbligazioni a tasso variabile. La cedola é, infatti, indicizzata
ai seguenti parametri:
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il LIBOR ( London Interbank Offered Rate), cioè
il tasso lettera del mercato interbancario;
-
il LIBID ( London
Interbank Bid Rate), cioè il tasso denaro del mercato interbancario;
-
il
LIMEAN, la
media tra il tasso denaro e il tasso lettera del mercato interbancario, il cui
divario é solitamente di 1\8.
Inoltre, il tasso
di riferimento viene maggiorato o diminuito di un certo spread, espresso in
basis points
La somma del LIBOR/LIBID/LIMEAN e del margine
rappresenterà il tasso di interesse dell'obbligazione.
L'aggiustamento
della cedola avviene ogni uno, tre, sei mesi: al momento dello stacco della
cedola maturata viene fissato il tasso d'interesse della cedola successiva.
Queste eurobbligazioni hanno fatto la loro comparsa
nel mercato nel 1970, quando l'Enel lanciò il primo prestito eurobbligazionario
a tasso indicizzato. Il vero boom si é avuto a partire dal 1984, quando, a causa
dell'andamento dei tassi di interesse e della crisi del debito con i paesi in
via di sviluppo, le FRNs si presentarono come valida alternativa ai prestiti
sindacati
Anche per questi titoli l'innovazione finanziaria
ha fornito il suo contributo, portando alla creazione di numerose varianti dello
stesso strumento.
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Capped
FRNs. Sono titoli a tasso variabile con un limite superiore (cap) che
non può essere superato, anche se il tasso di indicizzazione va oltre questa
soglia limite. Lo scopo principale del cap é di proteggere l'emittente contro
un eccessivo rialzo del costo dell'indebitamento.
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Floored
FRNs. La FRN possiede, in questo caso, un limite inferiore ( floor) che non
può essere superato, anche se il tasso di riferimento scende sotto di esso.
In questo caso viene tutelato l'investitore.
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Minimax
FRNs. Sono FRNs che hanno sia un cap, sia un floor. Questo permettere di disporre
di un eurobbligazione a tasso variabile, le cui oscillazioni sono contenute
entro un limite massimo e minimo.
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Drop-lock
FRNs. Sono FRNs che si trasformano in titoli a tasso fisso
nel momento in cui il parametro di riferimento scende al di sotto di un limite
prefissato.
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Flip-flop
FRNs. Sono titoli a cedola variabile convertibili, al momento del pagamento
degli interessi, in un'obbligazione a tasso variabile con scadenza più vicina.
Vi é la possibilità di ritornare, successivamente, all'obbligazione originaria.
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FRNs convertibili.
Il titolo possiede cedole variabili, ma l'investitore ha la possibilità, entro
i primi sette anni di vita del prestito, di trasformarlo in un'obbligazione
a tasso fisso.
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Perpetual FRNs. Sono obbligazioni irredimibili
introdotte da banche internazionali, soprattutto inglesi, alla metà degli anni
Ottanta. Questi strumenti venivano considerati dagli organi di vigilanza come
secondary capital e permettevano, quindi, di migliorare la leva finanziaria
di queste banche. Furono, quindi, emessi in grande quantità e con spread generosi,
confidando su un mercato secondario liquido. Tuttavia il mercato delle FRNs
irredimibili dovette affrontare, già nel 1986, una crisi di domanda , che ne
compromise le possibilità di successo
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Rolling rate FRNs. Queste FRNs possiedono la
seguente peculiarità: sebbene il pagamento degli interessi avvenga su base, ad
esempio, trimestrale, l'interesse viene rivisto e calcolato ogni mese ( sulla
base del LIBOR a tre mesi e non a un mese). La cedola trimestrale é data dalla
somma degli interessi maturati mese per mese.
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1.1.3. Le eurobbligazioni
convertibili.
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Le eurobbligazioni
convertibili sono valori mobiliari che conferiscono al loro possessore la facoltà
di trasformarli in azioni o , anche, in obbligazioni. Le prime emissioni si
sono registrate agli inizi degli anni Sessanta, con una consistente crescita
a partire dagli anni Settanta.
La conversione
avviene sulla base dei seguenti elementi che vengono stabiliti all'atto dell'emissione:
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metodo di conversione: di tipo diretto se le
azioni di compendio appartengono alla stessa società che ha emesso le obbligazioni,
di tipo indiretto, invece, se le azioni di compendio appartengono a terze società
( ad es.: una controllata);
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rapporto di conversione:
indica il numero di obbligazioni necessario per ricevere in cambio un'azione
( ad es.: 2:1, cioè due obbligazioni per un'azione), cioè il prezzo di conversione;
-
periodo di conversione:
é il periodo di tempo in cui l'obbligazionista può esercitare il suo diritto
Il valore di un'obbligazione convertibile dipende
sia dal bond value, cioè il valore del titolo in quanto tale senza la facoltà
di conversione, sia dal valore di conversione, cioè l'apprezzamento del mercato
come ipotetico titolo azionario. Questo apprezzamento é pari al valore, alle
quotazioni correnti, delle azioni che si possono ottenere in cambio sulla base
del rapporto di conversione. Si avrà un premio di conversione quando il prezzo
di conversione é inferiore al prezzo di mercato, e una perdita di conversione
nella situazione opposta.
Per concludere,
si deve ricordare che questi titoli pagano un tasso di interesse inferiore alle
obbligazioni ordinarie, compensato, però, dalla presenza del diritto di conversione.
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1.1.4. Le eurobbligazioni
cum warrant.
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Le eurobbligazioni
cum warrant sono valori mobiliari formati da un titolo principale , l'obbligazione,
e da un diritto accessorio, il warrant.
Il warrant non é altro che un'opzione contrattuale
che conferisce, al suo possessore, una facoltà di acquisto, quando i titoli
ottenibili sono già in circolazione, o una facoltà di sottoscrizione, quando
si tratta di titoli di nuova emissione. Questa facoltà deve essere esercitata
ad una certa data, periodicamente ( warrant di tipo europeo), senza alcun
vincolo temporale ( warrant di tipo americano). Inoltre il warrant può essere
considerato, a buon diritto, un titolo di credito, poiché é identificato da
un supporto cartaceo, da una numerazione progressiva ( uguale a quella del titolo
principale), ha vita autonoma rispetto all'obbligazione, ed é quotabile presso
una Borsa Valori
L'autonomia del warrant determina, poi, la presenza
sul mercato di tre figure diverse: l'obbligazionista dotato di warrant, l'obbligazionista
che lo ha ceduto, e "il warrantista", cioè colui che acquistato solo
il warrant o che ha venduto l'obbligazione, ma non il warrant.
Nel mercato eurobbligazionario il warrant rappresenta
una facoltà di sottoscrizione, da esercitarsi ad una certa data, di una eurobbligazione,
la quale prende il nome di warrantable o underlying bond. Tuttavia, a partire
dal 1987, si sono registrate emissioni di eurobbligazioni con equity warrant.
I protagonisti sono stati i mutuatari giapponesi che hanno emesso warrant in
dollari americani. Essi davano la facoltà di acquistare un prestabilito numero
di azioni denominate in yen, sulla base di un tasso di cambio prefissato
Per concludere, si deve ricordare che l'importo
della cedola é inferiore a quello di un'obbligazione a tasso fisso, per la presenza
del warrant, ma superiore a quello delle obbligazioni convertibili, a causa
del duplice esborso monetario: al momento della sottoscrizione del prestito
e al momento dell'esercizio del warrant
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1.1.5. Le eurobbligazioni sintetiche.
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Le eurobbligazioni
sintetiche sono titoli frutto della combinazione, realizzata da una banca commerciale
o d'affari, di un'obbligazione a tasso fisso e di un currency swap o di un interest
rate swap. Il prodotto finanziario così ottenuto é un'obbligazione sintetica
a tasso variabile, che può essere acquistata dall'investitore interessato rivolgendosi
alla banca.
Avendo definito
precedentemente ( cfr. par.1.4.1.) che cosa é uno straight bond, é necessario
spiegare come funziona un interest rate swap e un currency swap.
L'interest rate
swap é un contratto tra due soggetti attraverso il quale una passività o una
attività finanziaria a tasso fisso viene trasformata in una attività a tasso
variabile o viceversa. L'oggetto dello scambio è pertanto il pagamento periodico
degli interessi ( fisso contro variabile, oppure variabile contro variabile, purché indicizzati a parametri differenti). La prassi vuole che il soggetto
debitore dell'importo maggiore paghi, in via differenziale, la controparte.
I capitali sottostanti non sono oggetto di transazione.
Il currency swap
è un contratto che comporta, come l'interest rate swap, lo scambio del pagamento
degli interessi, però i capitali su cui vengono calcolati tali interessi sono
denominati in due valute diverse. Anche in questo caso il pagamento avviene
in via differenziale e il capitale nozionale non é oggetto di scambio.
Lo stesso risultato, a livello finanziario, può
essere ottenuto attraverso un contratto di asset swap , realizzato direttamente
dall'investitore con una controparte, a partire dall'obbligazione a tasso fisso.
L'asset swap implica perciò lo scambio del pagamento degli interessi, riferiti
ad attività finanziarie detenute in portafoglio.
Tuttavia, per una
serie di motivazioni contabili, creditizie e amministrative, é preferibile rivolgersi
ad una banca d'affari o commerciale e acquistare un'obbligazione sintetica.
Autore
: Dott. Matteo Luisetti
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